10Questions10Photos10Answers – Carmelo Eramo

Così inizia – con mio grande piacere – il ciclo di interviste fotografiche che ho chiamato 10question10photos10answers.

Avremo modo di vedere belle foto e leggere piacevoli righe per scoprire qualcosa di più su dei fotografi che ritengo molto bravi e degni di attenzione!

Il primo ospite è Carmelo Eramo, fotografo e maestro di scuola primaria pugliese, che saluto e ringrazio per la disponibilità.

Potete scoprire altre foto di Carmelo su http://flavors.me/10dicembre

Buona lettura!

So we start with a series of interviews that i called 10question10photos10answers.

Here we will see nice photos and read about some photographers i really like!

The first guest is Carmelo Eramo, photographer and primary school teacher, from Puglia.

You can find other photos of Carmelo on http://flavors.me/10dicembre

Enjoy the interview!

1.  ITA – Ciao Carmelo, è da parecchio tempo che seguo le tue foto ed è un vero piacere averti come primo ospite di itsalwaysluck.
Scorci suggestivi, usanze fuori dal tempo e persone incredibili sono tratti caratteristici del sud Italia in cui viviamo e che abilmente fotografi.
Ci parli di come e quando hai iniziato a fotografare “sul serio”?

 Ciao, grazie per l’invito.

Ho cominciato a fotografare “sul serio” quando sono tornato alla fotografia dopo anni di inattività, passando dall’analogico al digitale.

Ho comprato una compatta avanzata, con cui ho cominciato a progettare il mio viaggio in Lucania, un viaggio costante di continua scoperta tuttora in corso, poi una reflex digitale, entrambe compagne dei miei vagabondaggi tra le strade e la gente della mia terra, che è la Puglia.

Anni di esperienza e sperimentazioni da autodidatta, nonché tanti e tanti rullini di pellicola in cui dovevamo centellinare le pose spessissimo con i risultati non sperati, mi hanno reso la transizione al digitale più facile, e probabilmente mi hanno consentito di “mettermi su strada” con un occhio già allenato a vedere e creare un immagine prima di scattarla.

Sai, penso che un “nativo digitale”, fotograficamente parlando, non immagina nemmeno cosa volesse dire avere un ilford fp4 o un kodak chrome caricato in macchina, che avevano anche i loro costi, e doversi gestire sapientemente quei 36 scatti senza poter vedere il risultato all’istante e magari tornare indietro (fantascienza all’epoca) ma dovendo ponderare attentamente tutti i parametri, avere il controllo dei settaggi, interpretare la luce e l’ambiente, immaginarsi l’immagine, creare lo scatto dentro la tua testa, imparare a diffidare degli automatismi.

Ecco perché nel cuore, nella mente, nell’occhio, sono rimasto un “manuale”.

1. ENG – Hi Carmelo, I follow your photos since a long time and it’s a pleasure to have you as first guest of itsalwaysluck.
Charming views,  timeless manners and amazing people are some of the characteristic traits of the South Italy in which we live and which you cleverly photograph.
How and when did you start shooting “seriously”?

Hello, thank you for the invitation.

I started shooting “seriously” when I came back to photography after years of inactivity, switching from analog to digital photography.

I bought an advanced compact and i started to plan my trip to Lucania, a constant -still in progress- journey of continues discoveries; then i bought a DSLR, and both are the companions of my wanderings between the streets and the people of my land, Puglia.

Years of experience as a self-taught and a lot of rolls of film often without the expected results  made easier the transition to digital photography , and probably this allowed me to “start” with the eye already trained at seeing and creating an image even before taking the shot.

 I think that a “digital native” photographer cannot even imagine what it was like to have a fp4 ilford or kodachrome – and they had a value! -loaded into the camera, having to carefully manage the 36 shots without being able to instantly see the result and maybe go back (science fiction at the time) but having to carefully check all the parameters,to  interpretate the light and the environment, imagine the image and creating the shot in your head, also learning to avoid automatism.

That’s why I am still “manual” in the heart, the mind, the eye.

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2- Come ti sei affezionato al genere street/reportage? Prediligi l’utilizzo di una focale fissa?

Colpa di Cartier-Bresson :).

Innamorato di lui e del suo approccio, del suo stile.

Lo hai visto procedere elegantemente per strada con la sua Leica in mano, tenuta al fianco, e cercare lo scatto?

Non riesco a piazzarmi davanti ad un panorama con un cavalletto, ho bisogno della strada, i miei vicoli, i miei muri scalcinati, le mie ombre e soprattutto chi vi si aggira ogni giorno, chi ci vive, la loro presenza.

Anche se devo dirti, c’è una street che proprio non capisco.

Quella street che non racconta e soprattutto non emoziona, quella che ritrae assembramenti di gente, quella fatta di scatti occasionali o curiosi, o magari di pseudo-ritratti che raffigurano il volto di una persona colta di sorpresa, così solo per il gusto dello scatto rubato, spesso senza nessuna preoccupazione formale.

Per me, sono un bressoniano, l’estetica di una foto è imprescindibile, è parte stessa del senso di un immagine.

Certo, vorrei essere un fotografo maggiormente di reportage, nel senso documentaristico del termine, sociale più precisamente, raccontare storie, avvicinarmi di più alla vita delle persone, soprattutto di certe realtà difficili, al margine.

Sono i miei propositi per il futuro.

Amo le focali fisse, soprattutto il 35mm, perfetto per la street, ottima qualità e  ottimo “zoom fisico”, nel senso che non devi ruotare la ghiera dell’obiettivo per
avvicinarti alla scena, ma ci devi andare tu, con le tue gambe.

Ma utilizzo frequentemente lo zoom, non oltre un 80, 90 di focale massima, il tele nella street non ha senso per me.

2-How did you get passionate to street / reportage photography? Do you prefer to use a fixed focal length?

It’s a Cartier-Bresson’s fault :).

I fell in love with him, his approach, his style.

Have you ever seen him proceeding elegantly down the street with his Leica in hand, looking for a shot?

I cannot place myself in front of a landscape with a tripod, I need the road, my alleys, my shabby walls, my shadows, and above all I need  those who live there every day, I need their presence.

But I have to tell you, there is a street photography that I just don’t understand.

The street photography that doesn’t narrate, that doesn’t excite you, the one that shows crowds of people, the one made of occasional – or curious – shots , the one with pseudo-portraits of a surprised person’s face, shot just for the sake of “stealing” an image, often without any formal concern.

For me, I’m a bressonian, the aesthetic of a photo is essential, it has the same sense of the image itself.

Of course, I’d like to be a better reportage photographer , documenting social stories and getting closer to people’s lives, especially in certain difficult situations.

Those are my wills for the future.

I love the fixed focal lengths, especially the 35mm, it’s perfect for the street, with excellent quality and the  great value “physical zoom” : you don’t have to rotate the lens to get closer to the scene, but you have to go closer with your legs.

But I frequently use the zoom, no more than a 80, 90 mm, the tele in the street doesn’t make sense to me.

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3-Chi sono i tuoi fotografi preferiti? Hai un maestro, ideale o reale, a cui ti ispiri?

Cartier-Bresson è più che chiaro ormai, no? Un maestro e un’ispirazione continua.

Ferdinando Scianna, altro grandissimo “fotografo del sud”, Berengo-Gardin, Koudelka, Smith.

E i magnifici fotografi del circolo fotografico veneziano “La Gondola”, li adoro.

L’altro grande amore è Vivian Maier, un occhio perfetto, pulitissimo e spontaneo, sintetico.

Mi piace molto anche Alex Webb, le sue composizioni multiprospettiche, il suo senso del colore, Steve McCurry, tanti altri.

3-Who are your favorite photographers? Do you have a  ideal or real teacher who inspires you?

Cartier-Bresson, now it’s clear, right? A teacher and continual inspiration.

Ferdinando Scianna, another great “photographer of the South”, Berengo-Gardin, Koudelka, Smith.

And the magnificent photographers of the photography Venetian club “La Gondola”, I love them.

Another great love is Vivian Maier, a perfect eye, clean and natural, synthetic.

I also like Alex Webb,  his multiprospective compositions, his sense of color, Steve McCurry, and many others.

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4-Mi piacerebbe sapere come ti approcci ai soggetti che fotografi.Ti presenti prima/dopo lo
scatto, sorridi e basta, o dipende tutto dalla situazione che hai di fronte? Inoltre, tendi a
camminare di continuo in cerca di qualcosa che attiri la tua attenzione o quando trovi un
bello scenario aspetti con pazienza che arrivi il momento giusto?

Sì, dipende tutto dalla situazione.

Finora credo di non essermi mai presentato prima di uno scatto, forse dopo, ma rare volte.

Di solito tendo a congedarmi con un sorriso o con un cenno della mano, più spesso vado via e basta.

Cammino alla ricerca dello scatto e sono solito anche fermarmi e aspettare nel posto che ritengo giusto per una mia immagine, entrambe le cose.

Le figure umane nelle mie foto sono quasi sempre parte integrante di un ambiente, si conferiscono senso reciprocamente.

Un muro scalcinato su cui c’è la luce giusta e un anziano signore che ci si è fermato davanti: si raccontano a vicenda, l’elemento umano, quello in particolare che per me significa qualcosa, (non una persona qualsiasi solo perché è un passante davanti ad un bel muro che gli fa da sfondo) acquista maggior senso davanti a quel muro, né è quasi parte, come il muro è parte di lui, del suo modo di essere, non un semplice sfondo con una luce interessante per una foto piacevole.

Cerco la profondità, non so se ci riesco sempre, ma la cerco.

4-I would like to know what’s your approach with your subjects. Does it depend on the situation that you have in front of you? Also, do you walk continuously  searching something that catches your attention or when you find a beautiful scenery you wait for the decisive moment to arrive?

Yes, it all depends on the situation.

I rarely introduce myself after a shot. I usually tend to say goodbye with a smile or with the hand, but more often I just go away.

I walk searching the shot and I also stop and wait when i find a place I believe is right for my image, I do both things.

Human figures are  part of the environment in my photos.

A crumbling wall with the right light and an elderly man who stopped there: they are tales of each other, the human element has more sense in front of that wall, nor is almost a part of it, such as the wall is part him, his way of being, and not just a simple background with an interesting light for a pleasing photo.

I search depth for my photos, maybe often I can’t find it, but I try.

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5-Molte persone focalizzano eccessivamente l’attenzione sull’attrezzatura che viene utilizzata
nella street photography. Hai una macchina fotografica preferita? Cosa ti piace di essa?
Cambi spesso attrezzatura o non te ne preoccupi troppo?

L’attrezzatura non è determinante nella street, penso possiamo ritenerlo un dato acquisito. Uso una Lumix LX5 quando voglio andare leggero, da portare sempre con me.

La mia Nikon D7000 con zoom 16-85 o focali fisse quando ho progetti più precisi e più esigenze in termini di qualità tecnica.

Scatto anche con il cellulare quando capita, e ultimamente sono entrato nel mondo dell’iphoneography, per poter scattare sempre e dappertutto e in ogni condizione, con immediatezza
e al volo, anche per una questione di esercizio costante e disciplina visiva, diciamo così.

E’ frustrante uscire per farti un caffè e trovarti davanti un possibile scatto, bella luce, giusta atmosfera, magari la scena che cercavi da tempo e… essere sprovvisti di fotocamera.

Un iphone in questo caso è perfetto, ma senza mai rinunciare a quello di cui parlavo prima, l’estetica dello scatto, la consapevolezza e il controllo di quello che stai inquadrando e dell’immagine che vuoi.

Si può scattare un capolavoro con un cellulare, e si può possedere una reflex super performante senza riuscire a tirarci fuori uno scatto decente.

5-A lot people are focusing too much on the equipment used in street photography. Do you have a favorite camera? What do you like of it?
Do you often change your equipment or you don’t you worry too much about it?

The equipment is not decisive in street photography. I use a Lumix LX5 when I want to go light.

I take my Nikon D7000 with 16-85 zoom or fixed focal lenses when I have projects and also when i have needs in terms of technical quality.

I also shoot with the phone when it happens, and  I recently discovered the world of Iphoneography, so I can always, everywhere and in every condition take photos, even as a matter of constant practice and visual discipline we could say.

It ‘s frustrating to go out for a coffee, find yourself in front of a shot, with beautiful light, the right atmosphere, maybe the scene you were looking for since a long time … and being without a camera.

The  Iphone is perfect for those situations, but never forgetting what I mentioned before, the aesthetics of the shot, the awareness and control of what you’re framing and image you want.

You can take a masterpiece shot with a mobile phone, and you can own super-performing DSLR without being able to get neither one decent shot.

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6-Quando esci per fare foto, esci con un’idea da sviluppare oppure scatti liberamente? A proposito, raccontaci se in questo momento stai lavorando a qualche progetto in particolare.

Entrambe le cose.

A fasi, ci sono periodi in cui posso dedicarmi maggiormente allo sviluppo di alcune idee, altri in cui mi piace andare in giro lasciandomi guidare da suggestioni e spunti del momento, oppure andare alla scoperta di nuovi posti.

Progetti attuali? Voglio continuare il mio reportage in Lucania, è una terra che non ti stanchi mai di scoprire e che sento perfetta per le mie foto, magari approfondendo di più l’aspetto sociale, entrando più a contatto con la gente e raccontando le loro vite più da vicino.

6-When you go out to take pictures do you go with an idea to develop or do you simply go out and shoot? By the way, tell us if  you are working now on any project.

I do both. Sometimes I  dedicate myself more to the development of some ideas, sometimes I like to go around letting myself being guided by the suggestions and ideas of the moment, or just to discover new places.

Current projects? I want to continue my reportage in Lucania – you never get tired of that land and it feels perfect for my photos – maybe focusing more on the social aspect, getting more in touch with the people and telling their lives more closely.

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7-I fotografi di strada hanno abitudini diverse tra loro quando scattano; per quanto ti riguarda, ci sono momenti che preferisci per uscire a fare foto?

O semplicemente lo fai quando puoi? Esci da solo o in compagnia? Ascolti musica mentre fai foto?

Adoro la mattina presto.

L’alba è il momento della giornata che mi riconcilia con il mondo.

E fotografare all’alba, dalle sfumature dell’aurora ai riflessi dorati del sole appena sorto, è una magia irrinunciabile per un fotografo.

E i piccoli paesi del sud che si risvegliano, le strade deserte dove piano piano riprende la vita di ogni giorno, sono un richiamo davvero forte per me.

Mi piace uscire a fotografare in compagnia, di solito avviene così, io ed un mio amico, ma devo dire che ogni volta che invece esco da solo, è un’esperienza più intensa, meditativa, quasi zen.

No, non ascolto musica, almeno finora, preferisco il suono dei miei passi e della vita per strada, anche questo può condurti ad un bello scatto.

7-Street photographers have different habits while shooting; do you have a favorite moment to go out and take pictures?

Do you just go when you can? Do you go alone or with others? Do you listen to music while taking pictures?

I love the early morning.

Sunrise is the time of day that reconnects me with the world.

Photographing at dawn, with the golden hues of the rising sun, is a magic essential for a photographer.

And the small countries of the South awakening, the deserted streets where slowly the everyday life resumes are a really strong call for me.

I like going out to photograph with a friend, but I must say that every time I go out alone it is a more intense, meditative, Zen-like experience.

No, I don’t listen to music; I prefer the sound of my footsteps and of life on the road, this can also lead you to a nice shot.

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8-Preferisci il bianco e nero al colore per le tue foto? Perchè?

Cosa ne pensi della eterna diatriba digitale contro pellicola?

Decisamente sì.

Anche se amo il colore, e ne sto rivalutando la bellezza anche nella street.

Le albe di cui ti parlavo prima ad esempio, cosa sarebbero senza la giusta resa cromatica?

Pertanto dipende alle intenzioni espressive di ogni foto, anche se la mia visione è la maggior parte delle volte una visione monocromatica.

La diatriba digitale vs pellicola non ha senso, ognuno fa la scelte che vuole, si sperimenta, si scopre, si torna indietro, si procede per fasi, è bello così.

Dico solo che la pellicola per me è stata una palestra, ci maturi una disciplina che ti aiuta moltissimo anche nel digitale.

Il digitale per me è una scelta quasi obbligata, non riuscirei a pensare oggi di poter tornare alla pellicola, il digitale è un mondo infinito di opportunità, una fonte inesauribile di possibilità creative, sta a te scegliere le modalità più congeniali per esprimerti, tutto sta nello sperimentare.

Però non credo affatto che la pellicola sia più viva, più reale, più espressiva del digitale. Il digitale è libertà assoluta, e questo è inebriante, impagabile.

Ovviamente devi trovare il tuo linguaggio personale, il tuo stile.

La fotografia oggi viaggia sul web, la street è ormai una moda, con un iphone siamo tutti fotografi, e questo ha anche i suoi lati eccitanti e inimmaginabili quando io ho cominciato a scattare, quando c’erano soltanto il professionista e l’amatore.

Oggi le possibilità espressive della fotografia sono alla portata di tutti, ma proprio per questo, oggi più che mai, solo uno stile personale fa la differenza.

Devi essere riconoscibile.

8-Do you prefer black and white instead of color for your photos? Why? What do you think of the eternal
diatribe film against digital?

Definitely yes.

Although I love the color, and I’m re-evaluating its beauty even in  street photography.

For example, what would be without the right color rendering the sunrises I mentioned before?

Therefore it depends on the expressive intentions of each photo, even though my vision is most often a monochromatic vision.

The diatribe digital vs. film makes no sense, everyone makes the choices they want, experimenting, going back,  proceeding in stages, it’s just nice.

I’m just saying that  film for me was like a gym,  a discipline that helps a lot even in the digital age.

The digital to me is a obvious choice, today I could not think to go back to film, digital is a endless world of opportunity, an inexhaustible source of creative possibilities, it’s up to you to choose the more congenial way of expressing yourself, you just have to experiment.

But I don’t believe that film is more natural, more real, more expressive of digital. Digital is absolute freedom, and this is intoxicating, priceless.

Obviously you have to find your language, your own style.

Today photography travels on the web, the street photography has become a trend, with an iphone we are all photographers, and this also has its exciting sides, unimaginable when I started to shoot, when there were only the professional and the amateur categories.

Today the expressive possibilities of photography are for everyone, but for this reason, today more than ever, the personal style makes the difference.

You must be recognizable.

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9- Come è scattare nel tuo paese? Incontri spesso problemi? La gente è più spesso amichevole
o ostile nei tuoi confronti?

In molti paesi di provincia del sud, specie i piccoli borghi, la gente non è certo abituata ad un curioso fotografo che si aggira tra i vicoli specie in strani orari e momenti inaspettati.

Si affacciano alla finestra, stendono le robe per strada, vanno a  riempire l’acqua alla fontana, nei loro ritmi costanti e lenti, da una vita, e non si aspettano certo di trovarti lì a riprenderli.

Quindi spesso incontro strani sguardi e diffidenza. Ma è normale e non li si deve prendere come ostilità.

Tutto sta nel comportarsi nella maniera più naturale e rilassata possibile, se non ti senti a tuo agio e ti aggiri come di nascosto, si vede e non è bello, soprattutto quando il tuo intento è fotografare la gente.

Si può essere rapidi e discreti senza apparire dei curiosoni rompiscatole, si può e si deve essere rispettosi e soprattutto non avere paura di scattare, nella consapevolezza che non si sta facendo nulla di male, quindi essere sereni, divertirsi e sorridere.

Quello che rispondo quando qualcuno mi chiede che ci faccio lì e perché sto fotografando è unicamente  e semplicemente, senza scuse e giustificazioni: sono un fotografo.

Stop, E se capita lascia il tuo biglietto da visita, hai visto mai.

9 – How is it to shoot in your country? Do you often have problems? People are more often friendly or hostile towards you?

In many countries of the southern province, especially the small villages, people are not accustomed to a curious photographer who wanders the alleys, especially at unexpected times.

They appear from the window, stretching out their stuff on the street, they go to fill up the water from the fountain in their constant and slow rhythms, for a lifetime, and they don’t expect to find you there shooting them.

So you often encounter strange looks and distrust. But it’s  normal and you shouldn’t take this as hostility.

The most important thing is acting as much natural and relaxed as possible, if you don’t feel comfortable and you walk secretly, people see this and it’s not nice, especially when your intention is to photograph them.

You can be quick and discreet look without looking as a curious asshole, you can and you must be respectful and above all you don’t have to be afraid of shooting, knowing that you are not doing anything wrong, so be calm, have fun and smile.

If someone asks me what am I doing here and why am I photographing I simply say, without apology and justifications: I am a photographer.

Stop, and if it happens, leave your business card, never say never.

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10- Consigliaci un libro di fotografia. Perché proprio questo?

La camera chiara, di Roland Barthes. Per capire l’essenza della fotografia. La sua intima, segreta, spesso inconsapevole verità.

10 – Suggest to the reader a book of photography. Why you chose this?

Camera Lucida, by Roland Barthes. To understand the essence of photography; his intimate, secret, often unconscious truth.

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E’ stato un onore averti intervistato. Manda un saluto e un consiglio a tutti i lettori!

Piacere mio Giorgio. In bocca al lupo per il tuo blog, buona luce a te e a tutti i tuoi lettori e… un consiglio?

Il watermark con il vostro nome e la c cerchiata del copyright, rovina le vostre foto, e non serve a nulla…

It was a pleasure to interview you. Send a greeting and an advice to all the readers!

My pleasure, Giorgio. Good luck with your blog, good light to you and to all your readers and…an advice?

The watermark with your name and c circled copyright ruin your photos, and it has no utility …

Ciao!

Carmelo Eramo

 

 

TUTTE LE FOTO PRESENTI NELL’ARTICOLO SONO PROPRIETA’ DI CARMELO ERAMO E IN QUANTO TALI SONO SOGGETTE A COPYRIGHT. IL LORO UTILIZZO SENZA AUTORIZZAZIONE DELL’AUTORE E’ ASSOLUTAMENTE VIETATO E PERSEGUIBILE SECONDO LEGGE.

ALL PHOTOS ARE PROPERTY OF CARMELO ERAMO AND THEY ARE SUBJECT TO COPYRIGHT. USING THEM WITHOUT THE AUTHOR’S AUTORIZATION IS STRICTLY FORBIDDEN.

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3 thoughts on “10Questions10Photos10Answers – Carmelo Eramo

  1. Decisamente un bel post ed una bella intervista. Centrata sul fotografo ed orientata sulla fotografia come tale, e non necceseriamente ettichetata come Street, anche se lo è per definizione.
    Carmelo lo conosco tramite il web. Un fotografo sensibile con un intenso ed intimo stile. Mi piace.

    Definitely a nice post and a nice interview, as well. Centered to the photographer and oriented on photography as an art, and not neccessary as “Street”, even if it is by definition.
    I know Carmelo via the web. He is a sensitive photographer with an intense and intimate style. I like it.

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